INTERVENTO RIABILITATIVO

L'intervento riabilitativo riguarda bambini e adulti con patologie neurologiche.
Per quanto riguarda l'età evolutiva vengono presi in carico sia bambini con patologie neurologiche sia soggetti con patologie dell'apparato locomotore, sia bambini, anche molto piccoli, che presentano disordini minori dello sviluppo motorio, psicomotorio e posturale, associati o meno a fattori di rischio neurologico.
In quest'ultimo caso l'intervento, caratterizzato da una attenta osservazione nel tempo, ha scopi prevalentemente preventivi, rispetto a più gravi anomalie a distanza.
In età evolutiva, l'intervento non riguarda mai solo il bambino, ma prevede la trasmissione alla madre di quel modo di osservare, interagire, manipolare e accudire il bambino, che chiamiamo "handling", così come proposto dai Bobath 30 anni fa.
Nei casi lievi, l'"handling" costituisce l'unica forma di intervento, risolutiva e viene associato a facilitazioni posturali o metodi "dolci", quali tecniche di massaggio o di educazione posturale.
Le sedute, della durata di 45 minuti, si svolgono 1, 2 o 3 volte la settimana, prevedendo, laddove necessario e possibile, l'insegnamento alla madre di opportune manovre terapeutiche.
Particolare attenzione viene dedicata nel guidare i genitori a riconoscere il problema di sviluppo, premessa indispensabile per recepire le indicazioni di carattere riabilitativo.
Caratteristica importante della nostra metodologia è la precocità o, meglio, tempestività dell'intervento.
È più agevole ridurre disarmonie e ritardi se facilitiamo precocemente il bambino, e aiutiamo i genitori a comprendere le sue difficoltà, guidandoli in una stimolazione più attenta.
Questo rende più competenti i genitori e permette al bambino di valorizzare ed integrare le diverse acquisizioni motorie nella propria crescita cognitiva e affettiva.
Infatti le aspettative e gli stimoli dell'ambiente, devono incontrare i bisogni e gli interessi del bambino.
Quando quest'incontro non si verifica possono prodursi asincronie e problemi d'adattamento bambino-ambiente, che si aggiungono ai problemi già presenti. L'intervento riabilitativo può, così, agire positivamente sull'attaccamento bambino-genitore e sostenere l'adattamento bambino-ambiente, condizioni essenziali perché il bambino possa desiderare l'autonomia possibile e il genitore divenga competente a stimolarla.
Per tutti i pazienti, l'intervento riabilitativo, si avvale di tecniche specifiche, delle quali è richiesta agli operatori una conoscenza approfondita. Nelle patologie più gravi, si cerca, inoltre, di contenere i danni a distanza, cioè gli esiti da immobilizzazione, le alterazioni posturali, le retrazioni, ma anche la mancanza d'esperienze conoscitive ed emotive.Questo sarà possibile se, come afferma Albert Grenier, "interverremo prima che i disordini del comando centrale diventino alterazioni dello strumento corporeo e della relazione con l'ambiente".
In tutti i casi, siamo ben consapevoli che la riabilitazione non significa eliminazione della patologia o della disabilità. La riabilitazione è, invece, l'insieme di strategie terapeutiche e educative mirate a prevenire il passaggio dalla disabilità all'handicap.
Ha lo scopo di contenere i danni secondari e terziari della patologia sull'evoluzione della motricità e sullo sviluppo mentale del bambino.L'intervento riabilitativo è costituito da tutti gli interventi terapeutici e educativi che permettono al disabile di raffinare funzioni e costruire relazioni, pur in presenza di patologia.
L'intervento riabilitativo si caratterizza, nella nostra esperienza, come valutazione delle risorse disponibili per il disabile, e come offerta di strumenti-contesti adeguati, affinché possa organizzare soluzioni, capacità e apprendimenti.